Computational Fluid Dynamics

DOFWARE è impegnata in attività di supporto alla progettazione ed ottimizzazione prodotto mediante simulazione fluidodinamica numerica (CFD = Computational Fluid Dynamics). Fino ad un paio di decenni fa l’approccio industriale standard allo sviluppo di nuovi prodotti era di tipo trial-and-error sperimentale, ovvero, riscontrato un problema da parte del Cliente nell’utilizzo di un prodotto in specifiche condizioni di funzionamento, il fornitore sperimentava diverse soluzioni intervenendo in maniera diretta sul prodotto stesso, facendosi guidare prevalentemente dall’esperienza.

Oggi lo sviluppo degli strumenti di simulazione numerica fornisce un valido approccio in affiancamento, e talvolta anche in sostituzione, all’attività puramente sperimentale. Nello specifico la CFD offre le seguenti potenzialità:

  1. riduzione tempi e costi di sviluppo: realizzare un prodotto virtuale e studiarne il comportamento in termini di efficienza energetica piuttosto che di distribuzione carichi di pressione e/o termici è lo standard in ambito numerico, con tempistiche che si riducono di ordini di grandezza, a fronte di un impegno del personale tecnico che può essere meglio distribuito e pianificato; la sperimentazione pratica non è più l’unico punto di riferimento, ma incrociando i risultati sia sperimentali sia numerici le informazioni estratte sono più affidabili ed attendibili;
  2. conoscenza più approfondita dei fenomeni fisici: le informazioni misurabili attraverso pure campagne sperimentali sono limitate sia in numero sia in accuratezza; inoltre si tratta di informazioni discrete, che per essere tradotte in profili di distribuzione spesso necessitano di ingenti investimenti in infrastrutture. L’approccio numerico-fisico è in questo senso molto più vantaggioso in quanto qualunque grandezza fisica di interesse può essere rilevata e campionata in qualunque zona del dominio di calcolo a costo-zero. Il compromesso ottimale è rappresentato da un intelligente accoppiamento tra esperienza sperimentale ed evidenza numerica;
  3. metodologie rigide: la competenza tecnica è indubbiamente alla base di un buon utilizzo della CFD; non si tratta però di competenze lasciate alla intraprendenza ed alla fantasia del singolo, ma di procedure che devono essere ben impostate ed irrigidite fin dall’inizio, proprio per rendere le singole simulazioni ripetibili e confrontabili fra loro.

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