Se avete partecipato all’evento The MathWorks in Daventry, probabilmente avrete sentito parlare di come Dymola sia capace di estendere le funzionalità di Simulink.

Molti utenti di Simulink sono anche utilizzatori di Dymola. Le due tecnologie sono per certi aspetti complementari tra loro, quindi sono spesso utilizzati insieme.
Simulink è usato diffusamente per lo sviluppo di sistemi di controllo, mentre Dymola insieme a Modelica è il tool più utilizzato per la modellazione fisica di sistemi complessi. Per quanto riguarda la modellazione fisica, Simulink utilizza un approccio causale che, una volta terminato un modello, rende particolarmente dispendiose le operazioni di aggiornamento e modifica dello stesso. Con Dymola al contrario, è molto facile modificare e raffinare il modello aggiungendo nuovi dettagli.

Questi sono i motivi per cui numerosi utenti hanno deciso di utilizzare insieme Dymola e Simulink. E’ molto facile importare ed esportare i modelli da una piattaforma all’altra, e si può lavorare sui parametri del modello nell’ambiente che preferite in quanto la connessione è bidirezionale. Tutto è anche FMI-compliant.

L’introduzione di nuove tecnologie in un sistema può rendere molto difficile la modellazione in Simulink. Solitamente è anche molto dispendioso il lavoro di derivazione delle equazioni differenziali che andranno poi utilizzate per la creazione dei modelli in Simulink.
Utilizzando insieme questi due tool sarete in grado di riutilizzare lo stesso modello fisico per tutto il processo di sviluppo, in modo che tutti possano lavorare su un modello comune. Sarà possibile inoltre indagare su un problema rilevato durante i test.

Ad esempio. i ricercatori dell’Università di Warwick stanno utilizzando questo approccio all’interno di un progetto biennale di ricerca (SAVE), il cui obiettivo è simulare l’impatto delle emissioni di CO2 sul “mondo reale”.

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